Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
"Sono le 5 di mattina. Sono molto stanco. Mi sveglio di soprassalto con l'incontrollabile esigenza di scrivere.
Da tanti giorni sei all'altro capo del mondo.
Tra pochi giorni torni ed è difficile descrivere quel che ho provato.
Un certo stupore, sicuramente, nel verificare quante attenzioni richiedono tre figli e da quante incombenze quotidiane io venga tenuto fuori quando ci sei tu (non scaldare la femminista che e' in te, a parti invertite avresti la stessa sensazione).
Prima che tu partissi mi ero ripromesso di anestetizzare il cuore per razionalistica precauzione.
Non ci sono riuscito. Non credo di aver passato mai così tanto tempo pensando a te. Il cuore ha pulsato di una passione feroce, compensata solo in parte dall'onirica e impercettibile sensazione di averti accanto.
Mi sono ritrovato a fare le cose proprio come le fai tu, anche quelle che a volte detesto, scoprendo, non senza un certo imbarazzo, che l'automatismo con cui mi muovevo era frutto della profonda condivisione di metodi che dimostrano con precisione come in certi casi la forma sia sostanza.
Ma la cosa più sorprendente è stata la conferma che la medicina cinese sta avanti, molto avanti rispetto a noi.
In medicina cinese, infatti, ogni organo del corpo ha un suo organo riflesso. In riflessologia plantare, tanto per fare un esempio, per stimolare la gola ti premono l'alluce.
Ecco, questa forzata assenza mi ha fatto scoprire che, in me, l'organo riflesso del cuore sono le palle.