Cerca in Lettere agli Amanti

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mercoledì 31 agosto 2011

Pil

In questi mesi, giorni, ore di discussioni su manovre economiche sempre più bizzarre e bizantine, insensate e illogiche, mi è parso giusto pubblicare un brano del discorso che Robert Kennedy tenne il 18 marzo 1968 presso l'università del Kansas. Le ultime parole, "America" e "americani", possono essere sostituite con qualunque sostantivo e aggettivo vogliate, Italia e italiani, Marte e marziani, Mondo e umani, scegliete voi.

Quindi, abbiamo cercato e volentieri pubblichiamo.

"Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL). Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

martedì 30 agosto 2011

Alla fine

Un medico solido ed esperto mi ha detto, su una delle ultime spiagge di quest'estate declinante, che gli è venuto il dubbio che il tentativo di salvare a ogni costo persone molto anziane in pessime condizioni, con capacità intellettuali e deambulatorie estremamente ridotte, con autosufficienza assente o quasi, debba essere circoscritto da regole chiare, onde evitare lo sconfinamento nell'accanimento terapeutico.
Ho ricordato una notte in ospedale con mio padre. Si è addormentato alle tre, aveva un tumore ai polmoni, non poteva più muoversi da solo. Le gambe gli dolevano in modo insopportabile e il mio massaggiarle, che ho protratto per molto tempo, gli ha dato, alla fine, un paio d'ore di riposo.
L'ho visto abbandonato nel letto della camerata dove mi era stato concesso di accompagnare il suo sonno, magrissimo, il volto distorto dalla malattia, e ho pensato che se fosse bastato premere un pulsante per mettere fine alle sue sofferenze, l'avrei fatto.

lunedì 29 agosto 2011

Lacrime e cascate

Ogni lacrima è una cascata
Ogni cascata è una vita
Ogni vita è la vita
Che tu vuoi per te

Ogni lacrima ti ferma
Ti ferma lì a guardarla
Ma tu non sai che fare
Solo le puoi parlare

Ma ogni lacrima è una cascata
Che è troppo innamorevole
Mentre corre per le scale
Esce dalla porta e non saluta

Così tu le corri dietro
Lei senza mai ascoltare
Quel che le vuoi dire
Quel che la può fermare

Ogni lacrima s'aspetta
Che tu l'asciughi in fretta
Ma l'ho detto, è una cascata
Non la blocchi, ti colpisce

Toglie il fiato, ti smarrisce
Hai una faccia desolante
Se nessuno ti ha mai detto
che tu sei un bravo amante

Puoi darle un'altra cosa
Un'altra vita, non la mia
Un'altra vita, non la tua
Un'altra vita, la vostra

Quella che vi spetta
Quella che vi aspetta
Quella che volete
Quella che meritate

Ogni lacrima è una cascata
Ogni cascata è una vita
Ogni vita è la vita
Che ti porta via.

domenica 28 agosto 2011

Vulcano

Nell'ambito dei rapporti umani esistono filiazioni di diversa natura, spesso non biologica.
Sono figlio di Charles Dickens, di Kafka, Marguerite Yourcenar, Philip Roth, Peter Brook, Giorgio Strehler, Vittorio De Sica, Eduardo De Filippo, andando più indietro nel tempo di Shakespeare, Dante, di Euripide, Platone, Socrate, ancora più indietro, dei rabbini, degli scriba Egizi e Sumeri. Sono figlio dei Fenici.

sabato 27 agosto 2011

Sorprese da cozza

Si conclude in modo sorprendente la trilogia di Muscle. Lo ringraziamo per il suo prezioso contributo.

Non ha condiviso, mia moglie, la scelta di scrivere sull'amore per le cozze.
Non ha confessato, ovviamente, la gelosia per le cozze della mia adolescenza, né manifestato fastidio per la pubblicità assicurata alla mia curiosità per la cozza moderna. Questo non potrebbe farlo di certo. Anche lei, come me, ama le cozze da sempre, anche lei ne ha provate di tipi diversi, per forma, consistenza, sapore. Anche lei ricorda con nostalgia i loro profumi adolescenziali, le scorpacciate inconfessabili. No, non è questo il suo punto.
Trova, piuttosto, detestabile l'eccessiva ambiguità dei miei racconti, come se volessi ancora nascondere quello che non dovrei, e che ora è comunque impossibile, celare.

venerdì 26 agosto 2011

Profumo di cozza

Come avevamo anticipato, ecco la seconda parte della trilogia di Muscle dedicata alla cozza. La terza e ultima parte verrà pubblicata domani.
Se non ricordate la prima parte, potete leggerla cliccando sui link dell'archivio post sulla colonna di destra.

Era stato un pomeriggio dedicato a soddisfare la sua passione per le cozze. Ne aveva goduto avidamente, all'aperto, con foga adolescenziale. L'odore era rimasto sulle mani, sulle dita, sotto le unghie.
Tornando a casa, sul Morini Zz grigio, lasciava a tratti il gas rapido per odorare il sapore del mare.
Lavati le mani, è pronta la cena, aveva detto sua madre, con un tono di dolce comando che non ammetteva repliche. Come quello di tutte le mamme del suo tempo.
Aveva esitato di fronte al lavandino a colonna; ancora non esistevano quegli osceni armadietti così utili quando devi riempirli di tutte le cose inutili che popolano i bagni moderni. Poi, pregustando la cena, aveva preso la saponetta profumata nella mano sinistra, girandola e rigirandola nella stessa mano.

giovedì 25 agosto 2011

Steve, o mio Steve

Non posso dire di essere un Mac evangelista, come si definiscono i tifosi del MacOs inteso come sistema operativo, fondamentalisti della Apple e di tutto quello che riguarda gli oggetti che Apple ha prodotto, ma senza tali oggetti la mia vita sarebbe stata diversa in un modo che fatico a concepire.
Non avrei scritto, forse non avrei usato il computer, magari mi sarei chiuso in quell'ostinato e cieco sentimento antitecnologico che ancora regna in parte della mia generazione. Non avrei avuto gli strumenti per rendere la mia esistenza più piena, creativa, vivace.
Il personal computer è una straordinaria opera dell'ingegno umano. Senza di esso la Rete non esisterebbe e voi non stareste leggendo questo blog. Non avreste comunicato con i vostri amici tramite email o un social network, non avrebbero avuto successo le rivoluzioni democratiche nel mondo arabo, e chissà quante cose ancora che non sappiamo.

mercoledì 24 agosto 2011

Scavare

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

"Ho scavato dentro me stesso fino alle ossa
Ho scavato dentro alle ossa e non ho trovato nulla,
ma intanto ho imparato a scavare
e questo mi basta,
perchè questo mi resta."

Alfredo

martedì 23 agosto 2011

Lontano

"La lontananza, sai, è come il vento
che fa dimenticare chi non s'ama
È già passato un anno ed è un incendio
che
mi brucia l'anima."
Domenico Modugno

L'ètimo della parola nostalgia ha a che fare col dolore del ritorno, con il rimpianto di una condizione preesistente positiva (sono a casa) e un'altra condizione negativa (non sono a casa e vorrei tornarvi).
Per estensione, il dolore della lontananza dalla persona amata è dovuto all'allontanamento da quella casa mobile che è l'affetto dell'altro o dell'altra.
Nel mondo greco non esisteva la parola nostalgia, tuttavia la sintesi più potente di questo sentimento è data dall'Odissea, il poema del ritorno per eccellenza.
Argo, il cane di Ulisse, muore fra le braccia del suo padrone, dopo averlo tanto atteso. Muore per la fine della lontananza dalla sua casa. Che non è Itaca, dove il cane è sempre rimasto, ma Ulisse stesso. È lui la casa di Argo, come per gli amanti la casa è la presenza fisica dell'amato.
Platone asseriva che l'amore non è nient'altro che la pulsione a riunificare quel corpo un tempo unico, l'uomo-donna che oggi è separato.
Non è così facile, altrimenti non si avrebbe nostalgia di un paesaggio, di una pianta, di un giocattolo, di una formica che si è vista transitare lenta e apprensiva, molto tempo fa, alla ricerca di cibo. Perché quella formica, dopo aver trovato quello che cerca, torna indietro? Per assolvere un compito, alimentare le larve? O perché vuol tornare a casa?

lunedì 22 agosto 2011

Automobili

Basta che senta una frenata brusca e volta il capo di scatto, la schiena si tende nell'attesa dello scontro e, se esso si verifica, lei gioisce.

Questo hanno di bello gl'incidenti automobilistici, la nettezza del loro prima, automobili che procedono, durante, scontro, dopo, stop dell'universo, auto ferme o distrutte, morti, feriti o sospiri di sollievo.